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Il Museo d’Arte Sacra di Scaria è stato fondato con decreto del vescovo di Como Felice Bonomini del 3 maggio 1966 con la finalità di raccogliere e conservare una selezione di opere d’arte di proprietà della parrocchia di Scaria e di altri luoghi della Valle Intelvi.
Il museo deve la sua nascita all’intraprendenza di Fernando Cavadini, attento e illuminato studioso di storia e di arte locale che, durante gli anni in cui fu parroco a Scaria, seppe intercettare l’interesse e la passione di un nutrito gruppo di persone, dando vita all’Associazione Culturale Magistri Intelvesi. L’ente ebbe un ruolo determinante per la formazione delle collezioni e per la vita stessa del museo. Ora come allora questa realtà, completamente rinnovata nel 2015 grazie all’impegno dell’allora parroco don Remo Giorgetta, vuole essere un polo di richiamo culturale e favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio artistico e devozionale della Valle Intelvi, terra di famosi artisti che esportarono il loro genio in Italia e in Europa.
Il museo
Il museo sorge all’interno di un moderno edificio costruito a fianco della magnifica chiesa di Santa Maria, che è parte integrante dell’itinerario di visita. Raccoglie le testimonianze più preziose del patrimonio artistico di proprietà della parrocchia di Scaria e opere pervenute da chiese, da privati e da enti pubblici mediante donazioni e depositi. Tra questi ultimi i più cospicui sono quelli delle parrocchie di Pellio inferiore e di Laino e del Comune Alta Valle Intelvi. Il percorso espositivo è articolato in sezioni tematiche dedicate agli artisti intelvesi Ercole Ferrata e Carlo Innocenzo Carloni, ai paramenti, alle suppellettili liturgiche e all’apparato per le Quarantore detto ‘Paradisin’. Si possono anche ammirare disegni di Diego Francesco Carloni e alcuni affreschi cinquecenteschi strappati dalla chiesa di Santa Maria e da Casa Allio a Scaria.