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Fin dal 1927 il vescovo di Como Adolfo Luigi Pagani aveva avanzato la proposta di istituire un museo per il prezioso patrimonio d0arte di proprietà della collegiata di Chiavenna e delle altre chiese della valle. Trent’anni dopo, don Pietro Bormetti realizzava l’intento, all’interno di un piccolo locale posto a pianterreno della canonica. Nasceva così il primo museo di arte sacra della diocesi di Como, la cui fondazione venne ufficializzata con decreto del vescovo Felice Bonomini del 3 maggio 1966. Chiuso al pubblico nel 1981 per motivi di sicurezza (subì due tentativi di furto), il museo venne riaperto nel 1998 per volontà dell’arciprete don Ambrogio Balatti completamente rinnovato nel percorso e nell’allestimento espositivo.
Il museo
Il Museo occupa tre locali della canonica che fiancheggia la chiesa di San Lorenzo. La sua collezione raccoglie dipinti, sculture, paramenti e oreficerie dal Romanico all’Ottocento appartenenti alla parrocchia di San Lorenzo e ad altre chiese della Val Chiavenna. Fiore all’occhiello della raccolta è la coperta di evangeliario risalente al XI-XII secolo detta “Pace di Chiavenna”, tra le testimonianze più importanti di oreficeria medioevale europea. Sono notevoli anche le suppellettili liturgiche, un cofanetto in osso del tipo degli Embriachi, un raro antifonario romano con notazione chironomica in scrittura carolingia, le tele di Ambrogio Arcimboldi, dei Macolino e dei Recchi (XVI-XVII secolo) e le sculture, tra le quali vi è una pregevole Madonna con Gesù Bambino di Yvo Strigel. Tra le suppellettili si segnalano due croci astili medioevali, un grande calice quattrocentesco e due ostensori si Sei e Settecento di provenienza oltrealpina. Tra i paramenti sono degni di nota una pianeta in broccato d’oro su velluto rosso donata nel 1586 alla collegiata di Piuro dal banchiere Marc’Antonio Lumaga e una pianeta secentesca in oro e argento inviata da Praga da un emigrante valchiavennasco che la ricavò da una tenda di un generale turco.