Officina milanese

Coperta di evangeliario detta “Pace di Chiavenna”

X-XI secolo

Officina milanese, Coperta di evangeliario detta “Pace di Chiavenna”, X-XI secolo

Espressione straordinaria dell’arte orafa medievale, l’opera è nota come “Pace” in virtù del fatto che veniva offerta per il bacio ai fedeli durante la messa al momento dello scambio della pace. In origine però fungeva da piatto anteriore della legatura di un evangeliario, se non da coperchio del contenitore che lo racchiudeva.
È costituita da una tavola in legno di noce su cui sono montate lamine d’oro di varie dimensioni, alcune lavorate a sbalzo, altre con inserti di gemme, perle, smalti e filigrane d’oro. Si contraddistingue per la ricchezza degli elementi decorativi e figurativi distribuiti all’interno di uno schema impostato su due assi perpendicolari, che a loro volta definiscono quattro campiture. Nel punto d’intersezione vi è una preziosa croce greca ornata da gemme e perle e iscritta entro due ovali sovrapposti filigranati a racemi. Da questo nucleo centrale si genera l’intero sistema decorativo della coperta. Fiancheggiano la croce due dischi d’oro anch’essi filigranati a racemi, recanti pietre preziose, perle e smalti a motivi geometrici. In alto e in basso sono montate quattro lamine d’oro lavorate a sbalzo con i simboli e i nomi dei quattro Evangelisti, mentre il bordo esterno reca smalti istoriati con le immagini dell’Emmanuele (in alto), dell’Arcangelo Gabriele (a sinistra), della Madonna annunciata (a destra) e della Visitazione (in basso). Oltre alle scritte che accompagnano il tetramorfo, sotto l’immagine dell’Emmanuele figura l’iscrizione che tradotta in italiano recita: “Vivono in Cristo e ottengono per suo mezzo il Regno coloro che hanno fatto e fatto eseguire un’opera simile”). Tradizionalmente ritenuta dono di un vescovo francese o tedesco, la coperta è attestata nella chiesa di San Lorenzo fin dal 1486, allorché era già utilizzata come tavola per il bacio della pace nelle liturgie solenni. Assai discusse sono la genesi e la collocazione cronologica del manufatto probabilmente da riferire a una bottega lombarda o più specificatamente milanese attiva tra il tardo X e l’XI secolo.

condividi su