Bottega comasca, Calice

1480-1485 circa

Il grande calice d’argento, con capacità di oltre un litro, presenta un piede a pianta mistilinea ottagonale con zoccolo traforato, suddiviso in otto spicchi recanti decori a fogliame e a fiori sbalzati a bassorilievo su fondo sagrinato. Quattro di questi spicchi danno spazio ad altrettante placchette d’argento, ricoperte da smalti su tonalità cupe, ulteriormente smorzate dal nero delle linee di contorno e dalle ombreggiature. Oltre a San Lorenzo, patrono di Chiavenna, si riconoscono i compatroni di Chiavenna Santo Stefano e San Vincenzo martire, e San Maurizio. Sul fusto, a sezione ottagonale con i lati recanti cornici arcuate e smalto turchino, si innesta il nodo sferico, a cui sono applicati otto chiodi d’argento in origine completamente smaltati. Recano le immagini del Redentore e degli apostoli Pietro, Paolo, Andrea, Giacomo Maggiore, Giovanni, Bartolomeo e un apostolo non identificato. Sul sottocoppa, orlato da un motivo a perle, si trovano altri quattro dischi anch’essi in origine ricoperti di smalto, dove sono raffigurati i padri della Chiesa Gregorio Magno, Ambrogio, Gerolamo e Agostino. Tra le opere più note dell’oreficeria rinascimentale lombarda, il calice dovrebbe risalire a un momento di poco precedente il 1485, quando è citato in un inventario di beni della collegiata di San Lorenzo.

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