Bottega viennese e Giuseppe Coduri detto il Vignoli

Apparato delle Quarant’ore detto “Paradisin”

1752

Bottega viennese e Giuseppe Coduri detto il Vignoli, Apparato delle Quarant’ore detto “Paradisin”, 1752

L’apparato, appositamente realizzato per l’esposizione del Santissimo Sacramento, fu donato alla chiesa di Scaria nel 1752 da Carlo Innocenzo Carloni, che lo commissionò per 355 lire imperiali ad artigiani viennesi, forse nella circostanza di un suo viaggio nella capitale austriaca. Nel 1753 la struttura giungeva a Como dove veniva dipinta per 62 lire imperiali da Giuseppe Coduri detto il Vignoli, che proprio con questa prova inaugurava la sua fortunata attività di pittore di architetture condotta principalmente in area lariana e valtellinese. Il dossale, insieme al tronetto eucaristico e a quattro angeli portacandelabro, viene tutt’oggi montato sull’altare maggiore della chiesa di Santa Maria negli ultimi tre giorni precedenti la quaresima dove crea una magnifica scenografia scintillante di luci (da cui il nome di “Paradisin”).

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